PE/BILANCIO – Morganti: “Mancato accordo. A rischio, contributi per Pmi e agricoltura nell’Ue”

BRUXELLES (Belgio) – «Piove sul bagnato. A gravare ancora di più sugli equilibri dell’Unione europea, oltre al deficit di Irlanda, Portogallo e Grecia, già di per sé rischioso per la stabilità dell’Eurozona, mancava solo l’assenza di un accordo tra Consiglio e Parlamento sul bilancio Ue 2011».

Questo il primo commento dell’onorevole Claudio Morganti, Membro in Commissione Bilancio per la Lega Nord (ELD), alla notizia che una notte di negoziati, tra le due istituzioni comunitarie, non è bastata a chiudere una delle partite più attese che il Parlamento europeo avrebbe giocato dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, ossia la “finanziaria” Ue 2011, visti i nuovi poteri conferiti all’Assemblea legislativa continentale su tutte le voci di bilancio.

«La chiusura ad oltranza di alcuni Stati, specialmente quelli nordici – ha detto Morganti – da un lato è lo specchio di un’Europa poco coesa, in quanto troppo diversi i Paesi che la compongono, dall’altro di un Consiglio ancora riluttante ad accettare il ruolo di protagonista assegnato dal Trattato di Lisbona al Parlamento, l’unica istituzione, tra l’altro, che rappresenta appieno la volontà dei cittadini europei da cui è stata eletta. È assurdo che alcuni Stati non avessero neppure il mandato di discutere i punti politici tanto controversi su cui si sono arrestati i negoziati, nonostante il Parlamento avesse accettato la proposta del Consiglio di aumentare le spese del 2.91%, rispetto al 6.4% come richiesto inizialmente in sede legislativa Ue».

«Se nel vertice di dicembre non si troverà una soluzione, ci saranno inevitabili tagli ai contributi per le piccole e medie imprese e l’agricoltura, tra i settori principali dell’economia italiana, con conseguenze gravissime per la finanza e l’economia europee. La mancata approvazione del bilancio Ue 2011 – ha concluso l’eurodeputato del Carroccio – è la conferma di quanto la Lega Nord ha sempre denunciato: l’unione tra i Paesi membri dell’Europa è stata imposta e forzata, tanto che ora i nodi vengono al pettine».

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