ASL 8 AREZZO – Luci e ombre della sanità aretina e la natura matrigna della Regione
Marco Gargini | 20 ott, 2011 | Commenti 0
AREZZO – Continuano le analisi dei bilanci delle varie Asl toscane ad opera dei tecnici della Lega Nord Toscana. A finire nel mirino delle camicie verdi, capitanate dal consigliere regionale e membro della IV° commissione “Sanità”, Gian Luca Lazzeri, stavolta è il bilancio al 31/12/2010 dell’Asl 8 di Arezzo.
«Considerando il bilancio 2010 e ciò che afferma il Laboratorio Management e Sanità (MeS, ndr) – spiega il consigliere leghista –, che si occupa della valutazione qualitativa delle Aziende sanitarie toscane, ci troviamo di fronte ad una azienda tra luci ed ombre. Le “luci” sono date dal miglioramento della mobilità, ossia la differenza tra chi viene a farsi curare ad Arezzo “da fuori” e tra gli aretini che vanno a farsi curare presso altre aziende, soprattutto quella extraregionale, e dalla riduzione della perdita. Si passa dai 9,8 milioni di euro del 2009, che, senza l’“aiutino” di elementi straordinari, cioè estranei alla gestione, sarebbe stata di 13 milioni, ai 2,7 milioni del 2010. Ma, anche qui, senza l’“aiutino straordinario” sarebbe stata di 8 milioni. Dal MeS, poi, si evidenzia un’azienda con buone performances qualitative e, a proposito di queste, amareggia pensare che il saldo di mobilità verso l’Azienda Ospedaliera senese, per esempio, sia negativo per quasi 10 milioni, in quanto quest’ultima si colloca, sempre secondo il MeS, tra le peggiori aziende della sanità toscana.
Oltre alle “luci” – prosegue Lazzeri –, vi sono anche le “ombre”, basti pensare alle “bacchettate” ricevute dai revisori circa l’inappropriatezza e l’inefficacia dei maggiori costi sostenuti per convenzioni con i privati, aumentati di circa 4 milioni di euro. Altri esempi sono dati dai costi telefonici che crescono di 209.181 euro (+ 14%) e le spese per la mensa che aumentano di 681.233 euro (+ 17%). Tale ultimo incremento trova giustificazione negli adeguamenti tariffari. Va da sé che tale incremento debba determinare una maggiore attenzione nello stilare i bandi per gli appalti, al fine di evitare spiacevoli “sorprese”. Sicuramente, l’ombra più inquietante è quella gettata dall’“occhio malevolo” della Regione, che si è trasformata in matrigna e che ha avuto un ruolo determinante nel netto peggioramento della situazione finanziaria dell’Asl aretina.
Che la Regione sia matrigna – continua l’esponente del Carroccio – lo si vede chiaramente leggendo il bilancio della Asl 8. Da un lato si ha che l’enorme incremento dei crediti verso la Regione, che passano da 84 milioni a 118 milioni di euro, è dovuto ai ritardi ed alle difficoltà con cui il denaro passa dalle casse regionali a quelle aziendali, scatenando una grave crisi di liquidità che, oltre a generare interessi passivi, ha fatto ridurre le casse aziendali di oltre 24 milioni di euro, da 32 milioni a 8 milioni, ed ha anche determinato un’anticipazione del tesoriere per oltre 3 milioni. Dall’altro lato, l’Asl 8 è considerata una “Cenerentola”. Questo lo si vede anche dalle lamentele dovute ad un contributo indistinto sotto media regionale, risultando la media regionale di 1.561,57 euro pro capite ed il contributo pro-capite aretino di 1.539,09 euro.
Viene anche da chiedersi se il trattamento da Cenerentola riservato all’Asl aretina non sia dovuto al fatto che la Segreteria provinciale del PD di Arezzo – conclude Lazzeri – sia a sua volta una Cenerentola tra le segreterie provinciali del partito di Enrico Rossi».
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